I Boston Celtics vincono (e non di misura, con uno schiacciante 140-88) anche contro i Golden State Warriors di Stephen Curry e Klay Thompson, reduci, almeno fino ad ora, da una stagione non perfetta, ma, al contempo, capaci di vincere anche partite con avversari di spessore. La squadra del Massachusetts, invece, sta realizzando in questa stagione qualcosa di straordinario: la classifica parla chiaro, in quanto in quest’ultima vanta un record, ad oggi, di 48 vinte e 12 perse ed un largo vantaggio sulla seconda squdra della Eastern Conference.
Insomma, quella 23/24 è una stagione dominante ed, a conferma di tutto ciò, vi è la striscia di vittorie cominciata il 5 febbraio contro i Memphis Grizzlies (peraltro anche in tale circostanza si ebbe una netta vittoria) ed ancora da concludersi, ad un mese di distanza.


Molteplici, quindi, sono state le squadre battute nelle ultime settimane, tra cui Atlanta, Washington, Miami, due volte Brooklyn, Chicago, New York, Philadelphia e Dallas.
La prossima partita sarà contro i Cleveland Cavaliers, alla Rocket Mortgage FieldHouse, in Ohio: avversario di alto livello ad Est e, soprattutto, in buona condizione fisica, pronto a fare lo “sgambetto” anche alla migliore della classe.
Particolarmente curioso, che merita di essere commentato, in virtù soprattutto del risultato finale, ma anche del disappunto e le polemiche che ha generato nel post-partita nello spogliatoio Celtics, è stato l’atteggiamento, o meglio, le scelte tattiche dei Warriors nella sconfitta di poche ore fa al TD Garden (che ha permesso a Boston di raggiungere l’undicesima vittoria in fila). Draymond Green, infatti, egregio difensore ed uno dei migliori veterani della lega, ha scelto di sfidare Jaylen Brown al tiro da 3 punti per tutta la partita, non reputandolo un tiratore pericoloso e quindi potendogli concedere diversi metri di spazio in attacco. Tutto ciò, però, purtroppo per Golden State, non ha funzionato al meglio, in quanto la stella dei Celtics, a metà del primo quarto aveva già segnato 19 punti con 5 triple a bersaglio, dando sicuramente un apporto fondamentale a quello che è stato il risultato finale del match: una debacle per i californiani.
Non sono mancati, poi, in conferenza stampa, i commenti dei biancoverdi, in particolare, ovviamente, di Brown. Queste le sue parole:
“Io tendenzialmente non mi prendo molte triple ma se mi sfidano a tirare di certo non ho paura, anche io so farlo: l’ho trovato irrispettoso.”
Ecco, invece, il commento di Green:
“Lo abbiamo organizzato con il coach 15 minuti prima di usicre dagli spogliatoi: pensavo fosse divertente provarci, ma purtroppo non ha funzionato.”

